Alla mia nazione – Pier Paolo Pasolini

Pier Paolo Pasolini
Alla mia nazione
La religione del mio tempo, 1961
Lettura di Luigi Maria Corsanico

Tristan Murail – Terre d’Ombre

Non popolo arabo, non popolo balcanico, non popolo antico
ma nazione vivente, ma nazione europea:
e cosa sei? Terra di infanti, affamati, corrotti,
governanti impiegati di agrari, prefetti codini,
avvocatucci unti di brillantina e i piedi sporchi,
funzionari liberali carogne come gli zii bigotti,
una caserma, un seminario, una spiaggia libera, un casino!
Milioni di piccoli borghesi come milioni di porci
pascolano sospingendosi sotto gli illesi palazzotti,
tra case coloniali scrostate ormai come chiese.
Proprio perché tu sei esistita, ora non esisti,
proprio perché fosti cosciente, sei incosciente.
E solo perché sei cattolica, non puoi pensare
che il tuo male è tutto male: colpa di ogni male.
Sprofonda in questo tuo bel mare, libera il mondo.

7 pensieri su “Alla mia nazione – Pier Paolo Pasolini

    • Io ho potuto conoscere alcuni aspetti “familiari” di Pasolini, attraverso Guido Mazzon, suo cugino, jazzista, col quale fondammo il Gruppo Contemporaneo di free jazz nel 1970. Ne usciva una personalità fine e allo stesso tempo intransigente, una umanità profonda, attenta agli umili, molto legato alla madre. Come poeta è sicuramente indubitabile l’aspetto profetico. Lo amo! Grazie Annamaria!

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