Desde “VIAJE DE UN NATURALISTA ALREDOR DEL MUNDO” por CARLOS DARWIN

Grabado el 30 de junio del 2016

Texto extraído del diario de Charles Darwin:
“Viaje de un naturalista alrededor del Mundo”
Dibujos originales del Capitán Fitz-Roy
Comentario de Luigi Maria Corsanico

Música de Inti Illimani y Bordemar

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20 febbraio   “Questo è stato un giorno memorabile negli annali di Valdivia per il più forte terremoto che i più vecchi abitanti avessero mai sperimentato. Mi trovavo per caso presso la spiaggia e mi ero sdraiato nel bosco per riposarmi. Arrivò improvvisamente e durò solo due minuti, ma il tempo mi parve molto più lungo. L’oscillazione del terreno era molto sensibile. Le onde sembrarono a me, e al mio compagno, venire da est, ma altri pensavano che provenissero da sud-ovest e ciò dimostra quanto sia difficile a volte percepire la direzione delle vibrazioni. Non era faticoso rimanere in piedi, ma il movimento mi faceva quasi venire le vertigini: potrei forse paragonarlo al rollio di una nave con mare un po’ increspato, o meglio ancora, al movimento di una persona che pattini sul ghiaccio, quando si curva sotto il peso del suo corpo. Un forte terremoto distrugge di colpo tutte le nostre più radicate concezioni; la terra, il vero emblema della solidità, si mosse sotto i nostri piedi come una crosta sottile su un fluido; lo spazio di un secondo creò nella mente una strana idea di insicurezza che ore di riflessione non avrebbero prodotto. Nella foresta, siccome la brezza faceva muovere gli alberi, sentii soltanto tremare la terra, ma non notai alcun altro effetto. Il capitano Fitz Roy ed alcuni ufficiali erano in città durante il terremoto e lo spettacolo fu là molto più emozionante, perché sebbene le case, essendo costruite in legno, non cadessero, furono però violentemente scosse e le travi scricchiolarono e vibrarono. La gente si precipitò fuori dalle porte nella massima agitazione. Sono tutti questi elementi di contorno a suscitare quell’orrore profondo per il terremoto che provano tutti coloro che hanno veduto ed esperimentato i suoi effetti. Nella foresta era un fenomeno interessantissimo, ma niente affatto pauroso. Le maree ne risentirono in maniera singolare. La scossa principale avvenne a bassa marea e una vecchia che era sulla spiaggia mi disse che l’acqua correva molto rapidamente, ma senza grandi onde, verso il livello dell’alta [p. 283] marea e poi, altrettanto rapidamente, ritornava al suo livello normale e ciò appariva con evidenza dalla linea di sabbia umida. Questa stessa specie di movimento rapido, ma tranquillo, nella marea, avvenne alcuni anni fa a Chiloe durante una leggera scossa e creò molto panico ingiustificato. A sera vi furono molte altre scosse più deboli, che produssero nel porto le correnti più complicate; alcune delle quali di grande violenza.”

4 pensieri su “Desde “VIAJE DE UN NATURALISTA ALREDOR DEL MUNDO” por CARLOS DARWIN

  1. Terribile la sensazione che si prova durante un terremoto.
    Qui, a Roma, seppure ne abbiamo sentito solo l’eco, senza danni… (e sì che s’è dondolato bene bene ieri.. e io sono al settimo piano) qui, dicevo, io e penso anche altri, sento un’agitazione, un tremore che non vuole decidersi a passare!
    Bello il brano, e della tua lettura… beh, non serve dire niente!

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    • Si vivono momenti davvero drammatici, il cervello va in tilt! Pensa che quel 26/27 febbraio del 2010 (circa lo stesso periodo di Darwin) era la seconda notte che passavamo in questa casa, appena finita di costruire; la scossa fu di 6.3 richter, ma ancor più spaventosa la durata: quasi due minuti. Poi, quando ci ripensi… ricordi pure gli aspetti tragicomici: stavamo dormendo e il letto cominciò a ballare, subito non capimmo, ma quando vedemmo che tutto si muoveva, allora balzammo dal letto, scendemmo la scala che oscillava, la porta era chiusa, risalii, cercai le chiavi, poi fuori, buio pesto, eravamo gli unici ancora in questa parcela, in macchina al volo, la corsa verso la città, gente in strada ovunque… Poi tornammo a casa la mattina dopo e fortunatamente la casa aveva retto benissimo, il legno! Ottima soluzione! Da allora le chiavi sono sempre nella toppa…. Un abbraccio!

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