Charles Bukowski – e così vorresti fare lo scrittore?

Charles Bukowski – e così vorresti fare lo scrittore?
da “E così vorresti fare lo scrittore?”
Guanda, 2007
(Traduzione di Simona Viciani)
so you want to be a writer?
“Sifting Through the Madness for the Word, the Line, the Way”,
Ecco Press, New York, 2003

Lettura di Luigi Maria Corsanico

Keith Jarrett Trio
In Your Own Sweet Way

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e così vorresti fare lo scrittore? –

se non ti esplode dentro
a dispetto di tutto,
non farlo.
a meno che non ti venga dritto dal
cuore e dalla mente e dalla bocca
e dalle viscere,
non farlo.
se devi startene seduto per ore
a fissare lo schermo del computer
o curvo sulla
macchina da scrivere
alla ricerca delle parole,
non farlo.
se lo fai per soldi o per
fama,
non farlo.
se lo fai perché vuoi
delle donne nel letto,
non farlo.
se devi startene lì a
scrivere e riscrivere,
non farlo.
se è già una fatica il solo pensiero di farlo,
non farlo.
se stai cercando di scrivere come qualcun
altro,
lascia perdere.

se devi aspettare che ti esca come un
ruggito,
allora aspetta pazientemente.
se non ti esce mai come un ruggito,
fai qualcos’altro.
se prima devi leggerlo a tua moglie
o alla tua ragazza o al tuo ragazzo
o ai tuoi genitori o comunque a qualcuno,
non sei pronto.

non essere come tanti scrittori,
non essere come tutte quelle migliaia di
persone che si definiscono scrittori,
non essere monotono e noioso e
pretenzioso, non farti consumare dall’auto-
compiacimento.
le biblioteche del mondo hanno
sbadigliato
fino ad addormentarsi
per tipi come te.
non aggiungerti a loro.
non farlo.
a meno che non ti esca
dall’anima come un razzo,
a meno che lo star fermo
non ti porti alla follia o
al suicidio o all’omicidio,
non farlo.
a meno che il sole dentro di te stia
bruciandoti le viscere,
non farlo.

quando sarà veramente il momento,
e se sei predestinato,
si farà da
sé e continuerà
finché tu morirai o morirà in
te.

non c’è altro modo.

e non c’è mai stato.

4 pensieri su “Charles Bukowski – e così vorresti fare lo scrittore?

  1. già..
    a tal proposito mi viene in mente un pensiero che scrisse Vladimir Nabokov e con il quale sono in piena sintonia:
    “Per me, un’opera letteraria esiste solo in quanto mi offre quella ch’io oso definire beatitudine estetica, vale a dire la sensazione di essere in qualche modo in rapporto con altri livelli di percezione in cui l’arte (cioè la curiosità, la tenerezza, la bontà, l’estasi) costituisce la norma. Non esistono molti libri del genere”..

    Piace a 1 persona

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