Eugenio Preta – Alberi

Eugenio Preta
Alberi ©

Lettura di Luigi Maria Corsanico

Brahms / Busoni
Es Ist Ein Ros Entsprungen, Op. 122, No. 8
Paul Jacobs, piano

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Eugenio Preta – Alberi ©

Quando malessere m’assale
esco sul sentiero e vado
tra cementi sconnessi
e ciuffi di erbe
ribelli alla bordura.

Allungo il passo
assorto ai rumori del mattino
nella ruggine di traballante traliccio
e nei fili penzolanti di sbiadita memoria

m’accompagna
muto filare di alberi sul sentiero

Osservo le loro sagome
quando li tocca il maestrale
e quando lieve raggio di luce
agita improvviso quelle foglie sfuggenti.

Allora rumorosa schiera di antichi amici
m’immagino che va e sorride
e mi richiama al verso
e m’avanza ora spensierata
quasi smarrita
nell’ incedere del giorno.

Nella cima maestosi e piccoli e tozzi
e frondosi e spelacchiati ,
sono quegli alberi
le antiche memorie sfuggite
per il lungo viaggio

e mi raccontano del maestrale impetuoso,
del sole cocente di agosto, della speranza di acqua e della vera pioggia
e continuano ad andare in duplice filare.

Ti raccontiamo la via, sussurrano all’andare , ti confortiamo nelle pene,
ti alleviamo nei dolori,
aspettiamo con te il sospirare di bella stagione
e ti accompagniamo, sappiamo chi sei.

Ma vanno e si portano via anche i pensieri ,
sorridono e allungano il loro andare
nel cammino infinito di un monologo immaginato.

4 pensieri su “Eugenio Preta – Alberi

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