Fernando Pessoa – E così sono, futile e sensibile…

Frammento da:
IL LIBRO DELL’INQUIETUDINE
di Bernardo Soares

(Titolo originale: O Livro do Desassossego por Bernardo Soares)

Edizione di riferimento: Fernando Pessoa, Il libro dell’inquietudine di Bernardo Soares, prefazione di Antonio Tabucchi, traduzione di Maria Josè de Lancastre e Antonio Tabucchi, Universale Economica Feltrinelli, 2000

Lettura di Luigi Maria Corsanico

Erik Satie – Gnossienne No.4
Reinbert de Leeuw, piano


E così sono, futile e sensibile, capacedi impulsi violenti e assorbenti, cattivi e buoni, nobili e vili, ma mai di unsentimento duraturo, mai di un’emozione che continui ed entri nella sostanzadell’anima. Tutto in me tende ad essere senza interruzione un’altra cosa;un’impazienza dell’anima con se stessa come con un bambino inopportuno;un’inquietudine sempre crescente e sempre uguale. Tutto mi interessa e nulla miprende. Attendo a tutto sempre sognando; fisso i più impercettibili movimentidel volto dei miei interlocutori, raccolgo le intonazioni millimetriche deiloro discorsi; ma mentre ascolto non ascolto, penso a qualcos’altro, e ciò chemeno mi resta della conversazione è il senso dì quanto è stato detto da me o dacolui col quale ho parlato. Di modo che spesso ripeto a qualcuno quello che hogià ripetuto, chiedo di nuovo quello che mi è già stato risposto; ma potreidescrivere, in quattro parole fotografiche, l’espressione dei muscoli con laquale costui ha detto quello che io non ricordo o il lampo di comprensionedello sguardo con cui ha ricevuto il discorso che io non ricordavo di averglifatto. Sono due, ed entrambi sono lontani: fratelli siamesi che non sonoattaccati.

10.

E assim sou, fútil e sensível, capaz de impulsos violentos e absorventes, maus e bons, nobres e vis, mas nunca de um sentimento que subsista, nunca de uma emoção que continue, e entre para a substância da alma. Tudo em mim é a tendência para ser a seguir outra coisa; uma impaciência da alma consigo mesma, como com uma criança inoportuna; um desassossego sempre crescente e sempre igual. Tudo me interessa e nada me prende. Atendo a tudo sonhando sempre; fixo os mínimos gestos faciais de com quem falo, recolho as entoações milimétricas dos seus dizeres expressos; mas ao ouvi-lo, não o escuto, estou pensando noutra coisa, e o que menos colhi da conversa foi a noção do que nela se disse, da minha parte ou da parte de com quem falei. Assim, muitas vezes, repito a alguém o que já lhe repeti, pergunto-lhe de novo aquilo a que ele já me respondeu; mas posso descrever, em quatro palavras fotográficas, o rosto muscular com que ele disse o que me não lembra, ou a inclinação de ouvir com os olhos com que recebeu a narrativa que me não recordava ter-lhe feito. Sou dois, e ambos têm a distância — irmãos siameses que não estão pegados.

9 pensieri su “Fernando Pessoa – E così sono, futile e sensibile…

  1. “Non sono niente.
    Non sarò mai niente.
    Non posso voler essere niente.
    A parte questo, ho dentro me tutti i sogni del mondo.”
    …………………
    “Ho fatto di me ciò che non ho saputo,
    e ciò che avrei potuto fare di me non l’ho fatto.
    Il domino che ho indossato era sbagliato.
    Mi hanno riconosciuto subito per quello che non ero e non ho smentito, e mi sono perso.
    Quando ho voluto togliermi la maschera,
    era incollata alla faccia.
    Quando l’ho tolta e mi sono guardato allo specchio,
    ero già invecchiato.”

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