Anna Leone – VECCHIEZZA

Anna Leone – VECCHIEZZA ©

Lettura di Luigi Maria Corsanico

Bach-Busoni Adagio from BWV 564
James Rhodes, piano

Salvador Dalí
The Three Ages

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Anna Leone – VECCHIEZZA ©

Nel computo dei giorni
riecheggia
il tempo andato.

A volerlo raccontare,
trattenere nelle parole
è l’escamotage
per ricucire gli strappi,
per imbastire i giorni
dimenticati e persi.

Sull’abaco del tempo
le tante sottrazioni
e le addizioni minime
nel fiato corto
della vecchiezza.

Se ricordare è l’istinto
vivere è l’usura
e una pena lunga
per l’affanno degli anni.

Con l’amen
del giorno dopo giorno,
sempre più disancorati
verso un altrove.

Ma qui, prima,
a misura d’uomo
ad immaginarsi
il marmo.

Si vive, tutti, col tempo
che brucia lento
dentro gli occhi.

Poi, tutto il respiro della vita
in un istante,
mentre fugge nel vapore di un alito
e resta muto.

Anna Parodi Leone – Alla venticinquesima ora

Anna Parodi Leone
Alla venticinquesima ora ©

Lettura di Luigi Maria Corsanico

Opera pittorica di Edgar Caracristi

Concerto Grosso No.3 III Grave – Arcangelo Corelli
Chamber Orchestra of the Moscow Conservatory
conducted by Gennady Cherkasov

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Alla venticinquesima ora
di Anna Parodi Leone ©

Sull’onda lunga della memoria
c’è un largo richiamo alla coscienza,
un appello degli assenti senza volto:
-Non dimenticate,
che il ricordare vi sia di monito-

S’ alzano canti di viola omelie,
evocazioni di moltitudini sparse
senza più voce,
brucia nei turiboli l’incenso
non di acre odore.

E l’aspersorio
non placa quelle seti
dentro i vagoni
di un’umanità tradita.

Figli della rappresentazione
e orfani del vero
ritornano alle proprie case
nel nome del padre
che lasciò i suoi figli morire.

Alla venticinquesima ora
tacciono le voci
delle agonie del mondo.

Solo il vento
ha perenne memoria
di ciò che disperse.