Charles Baudelaire – LXXVI, LA MUSICA

Charles Baudelaire
I fiori del male
1857 – 1861
Traduzione di Marcello Comitini

© 2016 – Tutti i diritti riservati Comitini Marcello
Edizioni Caffè Tergeste

Lettura di Luigi Maria Corsanico

Debussy: Petite Piece.
Richie Hawley, Clarinet
Brian Connelly, Piano

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I FIORI DEL MALE
SPLEEN E IDEALE

LXXVI
LA MUSICA

La musica talvolta m’avvolge come un mare!
E dispiego le vele
sotto un cielo di nebbia o negli spazi immensi
verso la mia stella pallida.
Con il petto in avanti, gonfiando i miei polmoni
di pesante tela
salgo e discendo sui crinali di grandi monti
di acque sonore;
sento vibrare in me le identiche passioni
di una nave che soffre;
il vento favorevole, uragani e tempeste
sull’oscuro baratro
mi cullano, e talvolta la calma, — grande specchio
della mia disperazione!

Charles Baudelaire – Spleen LX

Charles Baudelaire
I fiori del male
1857 – 1861
Traduzione di Marcello Comitini

© 2016 – Tutti i diritti riservati Comitini Marcello
Edizioni Caffè Tergeste

Lettura di Luigi Maria Corsanico

Richard Wagner
Wesendonck Lieder, Träume
Jill Valentine, viola
Madeline Slettedahl, piano

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I FIORI DEL MALE
SPLEEN E IDEALE
LX Spleen (Sono pieno di ricordi come avessi mille anni)

Sono pieno di ricordi come avessi mille anni.
Un mobile enorme con cassetti colmi di versi,
bilanci, processi, romanze, dolci biglietti
con spesse ciocche di capelli avvolte nelle quietanze,
nasconde meno segreti del mio triste cervello.
È una piramide, un immenso sepolcro nascosto
che contiene più morti di una fossa comune.
Io sono un cimitero che la luna rifugge,
dove lunghi versi, strisciando come rimorsi,
si accaniscono sempre sui miei morti più cari.
Sono una vecchia stanza piena di rose appassite
dove giacciono in gran disordine modelli superati,
dove pastelli lacrimosi e pallidi Boucher
aspirano il profumo vecchio di un flacone aperto.
Nulla eguaglia in lunghezza queste giornate assurde
quando sotto i fiocchi pesanti di nevose annate
la noia, frutto della piatta apatia,
assume le dimensioni di un essere immortale.
— Ormai tu non sei, o materia vivente,
che una roccia circondata da spaventose onde,
una roccia assopita in fondo a un Sahara brumoso,
una vecchia sfinge ignorata da un mondo senza pensieri,
dimenticata dagli atlanti, e dall’umore scontroso
che canta solamente ai raggi del tramonto.

Charles Baudelaire – Canto d’autunno

Charles Baudelaire
I fiori del male
1857 – 1861
Traduzione di Marcello Comitini

© 2016 – Tutti i diritti riservati Comitini Marcello
Edizioni Caffè Tergeste

Lettura di Luigi Maria Corsanico

Richard Wagner – “Tristan und Isolde” (excerpt)

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EDIZIONE 1861
SPLEEN E IDEALE

LVI
CANTO D’AUTUNNO

I

Piomberemo a breve nelle fredde tenebre.
Addio vivida luce delle nostre estati troppo brevi!
Sento già cadere con funerei colpi
la legna che rimbomba sul lastrico dei cortili.

L’inverno intero sta per entrarmi nel cuore:
collera, odio, fremiti, orrore, lavoro duro e forzato,
e come il sole nel suo inferno polare,
il mio cuore sarà soltanto un sasso rosso e gelido.

Ascolto con tremore ogni ceppo che cade:
non ha eco più sorda innalzare un patibolo.
Il mio spirito è simile a una torre che crolla
sotto i colpi dell’ariete infaticabile e pesante.

Mi sembra, cullato dai colpi monotoni,
che in qualche luogo si chiuda in gran fretta una bara.
Per chi? Ieri era estate ed ecco l’autunno!
Questo rumore misterioso suona come un addio.

II

Amo dei tuoi lunghi occhi i verdi bagliori
dolce bellezza, ma tutto oggi mi è amaro,
e nulla, il tuo amore, l’alcova o il focolare
vale come il sole sfavillante sul mare.

E tuttavia amami, fammi da madre, tenero cuore,
anche per un ingrato, anche per un malvagio.
Amante o sorella, sii la dolcezza effimera
d’un glorioso autunno o di un sole al tramonto.

Compito breve! L’avida tomba attende!
Ah! Lasciami, la fronte sulle tue ginocchia,
gustare nel rimpianto dell’estate bianca e torrida,
il raggio giallo e dolce dell’autunno pieno.

© 2016

Charles Baudelaire – I fiori del male / La morte

Charles Baudelaire
I fiori del male
1857 – 1861
Traduzione di Marcello Comitini

© 2016 – Tutti i diritti riservati Comitini Marcello
Edizioni Caffè Tergeste

Lettura di Luigi Maria Corsanico

Richard Wagner – “Tristan und Isolde”, Prelude

Dipinti di Caspar David Friedrich
(1774 – 1840)

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Charles Baudelaire
I fiori del male
1857 – 1861
Traduzione di Marcello Comitini

© 2016 – Tutti i diritti riservati Comitini Marcello
Edizioni Caffè Tergeste

 

XCVIII
LA MORTE DEGLI AMANTI

Abbiamo letti pieni di profumi leggeri,
divani profondi come le tombe,
e sugli scaffali i fiori più strani
schiusi per noi sotto bellissimi cieli.

Consumando al massimo il loro calore
Due fiaccole saranno i nostri due cuori
Che rifletteranno le loro doppie luci
Negli specchi gemelli dei nostri due spiriti.

In una sera rosa e di mistico blu
Ci scambieremo un unico bagliore
Come un lungo singhiozzo carico di addii.

E subito un Angelo dischiudendo le porte
Verrà a rianimare, fedele e gioioso,
gli specchi offuscati e le fiamme morte.

 

XCIX
LA MORTE DEI POVERI

È la Morte che consola e la Morte che fa vivere.
È scopo della vita ed è la sola speranza
Che, divino elisir, c’inebria e ci pervade
E ci dona la forza d’arrivare sino a sera.

Attraverso la tempesta e la neve e il gelo
è il chiaro che vibra all’orizzonte nero,
è l’albergo famoso annotato sul libro
dov’è possibile sfamarsi, e dormire e sedersi.

C’è un Angelo che tiene tra le dita magnetiche
il sogno e il dono di estatici sogni
e apparecchia il letto dei poveri e nudi.

È la gloria di Dio, è il granaio mistico,
è la borsa del povero e la sua patria antica,
è il portico aperto su Cieli sconosciuti.

 

C
LA MORTE DEGLI ARTISTI

Quante volte dovrò scuotere il mio sonaglio
E baciare la tua fronte bassa, triste caricatura?
Per cogliere nel segno di mistica natura
Quante frecce perdere, o mia faretra?

Affaticheremo la nostra anima in sottili complotti
e spesso demoliremo la pesante armatura
prima di contemplare la grande Creatura
che colma di singhiozzi il desiderio infernale!

Coloro che non hanno mai conosciuto il loro Idolo,
scultori dannati e marchiati d’infamia
che vanno martellandosi il petto e la fronte

non hanno altra speranza, Campidoglio triste e strano!
Che la Morte planando come un nuovo Sole,
faccia sbocciare i fiori del loro cervello!

© 2016

Il giro del mondo in 80 giorni…

Il giro del mondo in 80 giorni…no, non è il titolo del celebre romanzo, ma il viaggio che il libro di Marcello Comitini ha compiuto per giungere fin quaggiù (o quassù,come si voglia vedere questa nostra piccola sfera). Partito dal’Italia il 17 agosto è arrivato oggi a Valdivia, sano e salvo, per la gioia mia e la tranquillità di Marcello, che aveva ormai perso la speranza di vederlo tra le mie mani. Qui, la testimonianza fotografica!
Grazie infinite, carissimo Marcello!

https://marcellocomitini.wordpress.com/
– Charles Baudelaire, “Les Fleurs du Mal” / Traduzione di Marcello Comitini –

Edizioni Caffè Tergeste

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Charles Baudelaire – XIV L’uomo e il mare

Charles Baudelaire
I fiori del male
1857 – 1861
Traduzione di Marcello Comitini

© 2016 – Tutti i diritti riservati Comitini Marcello
Edizioni Caffè Tergeste

Lettura di Luigi Maria Corsanico

Richard Wagner
Parsifal, Overture (excerpt)

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I FIORI DEL MALE
SPLEEN E IDEALE

XIV
L’uomo e il mare

Uomo libero, sempre amerai il mare!
È il tuo specchio il mare: ti contempli l’anima
nell’ infinito muoversi della sua lama.
E il tuo spirito non è abisso meno amaro.
Divertito ti tuffi in seno alla tua immagine,
l’abbracci con lo sguardo, con le braccia e il cuore
a volte si distrae dal proprio palpitare
al bombo di quel pianto indomabile e selvaggio.
Siete discreti entrambi, entrambi tenebrosi:
sconosciuto, uomo, il fondo dei tuoi abissi,
sconosciute, mare, le tue ricchezze intime,
tanto gelosamente custodite i segreti!
E tuttavia ecco che vi combattete
da infiniti secoli senza pietà né rimorso,
a tal punto amate le stragi e la morte,
o lottatori eterni, o fratelli implacabili!

Charles Baudelaire – Spleen LXII

Charles Baudelaire
I fiori del male
1857 – 1861
Traduzione di Marcello Comitini

© 2016 – Tutti i diritti riservati Comitini Marcello
Edizioni Caffè Tergeste

Lettura di Luigi Maria Corsanico

Franz Liszt – Nuages Gris

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I FIORI DEL MALE
SPLEEN E IDEALE
LXII Spleen (Quando il cielo basso e cupo pesa)

Quando il cielo basso e cupo pesa come un coperchio
sullo spirito gemente preda di eterna noia,
e coprendo per intero il cerchio dell’orizzonte,
ci muta in nero un giorno più triste della notte;

Quando la terra si muta in una cella umida
dove la Speranza, simile a un pipistrello,
se ne va battendo i muri con le ali timide
e urtando con la testa contro soffitti marci;

Quando la pioggia dispiegando le sue immense scie
imita le sbarre di una grande prigione
e un popolo silenzioso di schifosi ragni
tende le sue tele in fondo ai nostri cervelli,

campane tutt’a un tratto scoppiano con furia
e lanciano verso il cielo urla raccapriccianti
come spiriti erranti e senza patria
che si mettono a gemere insistenti.
— E vecchi funerali, senza tamburi né musica,
lentamente sfilano nella mia anima; e la Speranza
piange come vinta, la dispotica Angoscia,
sul mio cranio reclinato pianta il suo vessillo nero.