Vincenzo Cardarelli – Alla morte

Vincenzo Cardarelli – Alla morte
(Italia Letteraria, 1931 – Giorni in piena, 1934)
Lettura di Luigi Maria Corsanico

Franz Schubert, Piano Trio in E flat major,
Op. 148, D. 897, “Notturno”, Adagio
Janis Bulavs – violin
Leons Veldre – cello
Aldis Liepins – piano.

Arnold Böcklin – Die Toteninsel I

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Morire sì,
non essere aggrediti dalla morte.
Morire persuasi
che un siffatto viaggio sia il migliore.
E in quell’ultimo istante essere allegri
come quando si contano i minuti
dell’orologio della stazione
e ognuno vale un secolo.
Poi che la morte è la sposa fedele
che subentra all’amante traditrice,
non vogliamo riceverla da intrusa,
né fuggire con lei.
Troppo volte partimmo
senza commiato!
Sul punto di varcare
in un attimo il tempo,
quando pur la memoria
di noi s’involerà,
lasciaci, o Morte, dire al mondo addio,
concedici ancora un indugio.
L’immane passo non sia
precipitoso.
Al pensier della morte repentina
il sangue mi si gela.
Morte non mi ghermire
ma da lontano annùnciati
e da amica mi prendi
come l’estrema delle mie abitudini.

Vincenzo Cardarelli – Alla deriva

 

Vincenzo Cardarelli – Alla deriva
da “Poesie”, “Lo Specchio” Mondadori, 1960
Lettura di Luigi Maria Corsanico

Opera pittorica: Edgar Caracristi ©

Eugène Ysaÿe, Sonata No.2 in A minor, Op.27/ II
Aaron Rostand, violino

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La vita io l’ho castigata vivendola.
Fin dove il cuore mi resse
arditamente mi spinsi.
Ora la mia giornata non è più
che uno sterile avvicendarsi
di rovinose abitudini
e vorrei evadere dal nero cerchio.
Quando all’alba mi riduco,
un estro mi piglia, una smania
di non dormire.
E sogno partenze assurde,
liberazioni impossibili.
Oimè. Tutto il mio chiuso
e cocente rimorso
altro sfogo non ha
fuor che il sonno, se viene.
Invano, invano lotto
per possedere i giorni
che mi travolgono rumorosi.
Io annego nel tempo.